Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Senza passare per una rivoluzione o un cambio di regime, conclude lei.
Mi permetto di farle osservare che, in quel quadro idilliaco da lei descritto (come mai non le viene voglia di trasferirsi in simile paradiso?), ha dimenticato, tra l'altro, di parlare della legge democraticamente scelta dal partito che si arroga il diritto di vagliare prima i candidati delle elezioni. E poi, se qualcuno non è gradito, per i suoi peccati, lo si condanna a morte, con estrema facilità, magari scaraventandolo giù da una montagna.
Già, forse è stata solo una dimenticanza, la sua; o forse è per questa realtà che non le passa per il cervello di andare a stare in quel paradiso?
Perché non ha, una volta, l'onestà di scrivere queste cose?