Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Finalmente si è scoperto chi vuole diventare il capo degli ebrei del mondo dovevamo aspettare che ce lo rivelasse Roberto Bongiorni
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 30 gennaio 2008 Pagina: 17 Autore: Roberto Bongiorni Titolo: «Io sono quel che serve a Israele»
Si leggono tante sciochezze a proposito della politica israeliana. L'ultima è la dichiarazione riportata tra virgolette da Roberto Bongiorni nell'articolo sul businessman russo-israeliano Arkadi Gaydamak:
E lei a cosa aspira ?
chiede Bongiorni. Risposta:
"Uscito Olmert assumerò subito la carica di ministro della Diaspora, capo di tutte le comunità ebraiche nel mondo. Userò questa posizione per la pace"
Il desiderio di ricoprireuna carica è perfettamente legittimo, ma è inopportuno aumentarne a dismisura le competenze. La pretesa di essere "capo di tutte le comunità ebraiche del mondo" ci sembra velleittaria anche per chi come Gaydamak, aspira a incarichi ministeriali.
Il resto dell'articolo si concentra sulla vita di Gaydamak, sulle sue opere benefiche in Israele e sui suoi giudizi sulla politica israeliana. Fautore delle dimissioni di Olmert, Gaydamak auspica un goveno guidato da Ehud Barak, con Benjamin Netanyahu come ministro degli Esteri.
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