Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Dall'Egitto si trasferiscono a Gaza, per stare meglio 26/01/2008
Ci raccontano tutti che a Gaza c'è la miseria più nera, che è in corso una catastrofe umanitaria. Ma poi leggiamo su La Stampa (e la Paci non è certo una partigiana della causa israeliana) che dei cittadini egiziani, complice un matrimonio, si trasferiscono a Gaza. E leggiamo anche che, per cittadini egiziani, "c'è qualche vantaggio: Mustafà fa l'insegnante e guadagna 2000 sheckel al mese, 450 euro, otto volte lo stipendio del fratello Alì, maestro elementare in un villaggio a sud della capitale egiziana." E allora, forse, quei visi ripresi in tante fotografie, che non sembrano davvero denutriti (e con questo non mi permetto certo di negare condizioni di vita orribili per i cittadini di Gaza!), dimostrano che la vera catastrofe umanitaria è altrove, prima che a Gaza. Ma gli arabi hanno forse un migliore addetto stampa. lettera firmata