Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Riceviamo per conoscenza e volentieri pubblichiamo questa lettera inviata a Sergio Luzzatto del Corriere della Sera:
Scrive lei: C'è qualcosa di nobile - e di consolante- nella scena che ha avuto luogo pochi giorni orsono a Ramallah, in Cisgiordania. ...Mentre va giudicato indecente il tentativo delle frange più oltranziste della società israeliana, di presentare la figura e l'operato di Barenboim come "una vergogna per lo Stato di Israele". No, Sergio Luzzatto, va giudicato indecente il suo attacco a coloro che si sono indignati con quel direttore d'orchestra per avere preso la cittadinanza del futuro Stato della Palestina firmando al contempo un documento nel quale, di fatto, accetta l'eliminazione dello Stato di Israele dalle carte geografiche, nonostante il fatto che, dello Stato di Israele egli sia ancora cittadino. Se lei non spiega queste cose, anche quel che potrebbe apparire corretto nelle sue parole, diventa scorretto e, appunto, indecente. lettera firmata