Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Zdena Berger Raccontami un altro mattino 21/01/2008
Raccontami un altro mattino Zdena Berger
Traduzione di Marina Premoli
Baldini & Castoldi Euro 18,50
“Avevo bisogno di raccontare quello che era successo a me e a tanti altri. Il travestimento romanzesco mi permetteva di distillare quelle esperienze e rendere onore agli amici che mi avevano aiutato a sopravvivere”, scrive a tanti anni e due oceani di distanza Zdena Berger. Nata a Praga nel 1925, passata per Terezin, Auschwitz, Bergen Belsen, unica sopravvissuta della sua famiglia, dopo la guerra Zdena ha vissuto a Parigi prima di approdare sulle sponde della California. Le sue memorie, intitolate Raccontami un altro mattino escono in Italia per la prima volta. L’edizione originale inglese apparve già nel 1961, senza la postfazione che ora dilata la storia, dà una sfumatura diversa ai ricordi. Perché
la Shoah
, la catastrofe dello sterminio, stravolge persino le misure del tempo, ingigantisce minuti e annienta anni interi. Quando si è sopravvissuti, a volte si ha paura anche del tempo che passa, come di quello che ci si è lasciati alle spalle: così, Zdena è tornata nella sua Praga solo quarantacinque anni dopo averla lasciata ragazzina, nel 1939.