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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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L'analisi poco azzeccata di Igor Man 11/01/2008

Una lettera sull'articolo di Igor Man che si trova a questo link:
http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=999920&sez=110&id=23067


Lei scrive giustamente di "accordi abborracciati" di Oslo; ma come fa allora a dire poi con tanta certezza che senza l'uccisione di Rabin si sarebbe arrivati, oggi, a quella pace che, le ricordo, manca da quasi 90 anni? Non si rende conto che, ad Oslo, come tante volte, si erano lasciati da parte, per il dopo, proprio gli argomenti più difficili da discutere? E sono proprio questi punti che rendono così impossibile, oggi come ieri, trovare una soluzione accettabile per le due parti. Neanche l'oggi idolatrato Rabin (ma da lei non idolatrato, quando era in vita!) avrebbe potuto accettare più di quel che, offerto da Barak, venne rifiutato dall'idolatrato Arafat.

Poi lei scrive anche di un Libano reso più controllabile grazie all'ONU; ma non considera i deputati che vivono rinchiusi in albergo per sfuggire a morte annunciata? E i recenti (di ieri) lanci di razzi, dopo oltre un anno di tregua? E la mina contro i militari dell'UNIFIL? Direi proprio che i termini da lei trovati non siano azzeccati.

Saluti
lettera firmata

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