Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
volevo semplicemente esprimere la mia personale ammirazione per il lavoro che state svolgendo, soprattutto nel monitorare le frequenti uscite di senno più o meno inconsapevolmente antisemite e consapevolmente anti-israeliane di molti esponenti politici e intellettuali della sinistra israeliana (Beppe Grillo è l'ultimo dei caso inquietante). Mi chiamo Luca Berardino, sono Italiano, non Ebreo, di sinistra (ci mancherebbe altro, abito a Reggio Emilia) e strenuo ammiratore e sostenitore di Israele, oserei dire quasi senza se e senza ma. Ho vissuto tre anni in Israele per motivi di studio e da una iniziale posizione sostanzialmente di empatia per le rivendicazioni palestinesi sono rapidamente passato ad immedesimarmi nelle ansietà, nel sarcasmo e nella huzpà stessa dei miei coetanei israeliani. Nutro un profondo rispetto e amore per questo paese, per la sua vitalità, ospitalità e informalità. Sono appena tornato da 5 giorni di vacanza ad Ashkelon (matrimonio di un amico), Ber Sheva e Moshav Ayalon. Splendido. Vorrei che anche i miei amici di sinistra potessere subire la stessa fascinazione ma constantemente mi ritrovo a dover sentire e reagire alle solite frasi trite e ritrite della panoplia ideologica anti-israeliana della sinistra. La maggior parte di loro nemmeno sa dove di cosa parla.