Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Tifosi israeliani oltraggiano la memoria di Rabin la cronaca di Davide Frattini
Testata: Corriere della Sera Data: 06 novembre 2007 Pagina: 13 Autore: Umberto De Giovannangeli Titolo: ««Rabin spazzatura», i tifosi che imbarazzano Israele»
Dal CORRIERE della SERA del 6 novembre 2007:
GERUSALEMME — Ehud Olmert è riuscito a vedere solo il secondo tempo. Il pareggio tra il suo Beitar e il Maccabi Haifa non l'ha messo di buon umore. Quello che ha disgustato il premier e la maggioranza degli israeliani è successo prima che i giocatori scendessero in campo. Quando dagli altoparlanti è stato annunciato un minuto di silenzio per onorare la memoria di Yitzhak Rabin, i tifosi della squadra di Gerusalemme hanno risposto fischiando, urlando «sei spazzatura » e inneggiando a Yigal Amir, l'uomo che dodici anni fa ha sparato tre colpi di pistola contro il primo ministro. «Bestie violente. E purtroppo non sono una minoranza», ha commentato Olmert. «È stato un comportamento inaccettabile». La federazione calcio ha aperto un'inchiesta e l'organizzazione Pace Adesso ha chiesto che il Beitar, in testa al campionato, venga penalizzato. Yitzhak Rabin premier israeliano ucciso il 4 novembre 1995 durante un comizio in piazza a Tel Aviv dall'estremista di destra Yigal Amir, contrario agli accordi di pace Yossi Beilin, leader del partito Meretz, vorrebbe che la squadra venisse cacciata o retrocessa. Anche se i dirigenti hanno condannato i tifosi — «ci vergogniamo per quello che è successo» — i giornali hanno fatto notare che il Beitar resta l'unica società a non aver mai tesserato un giocatore arabo e hanno ricordato i cori razzisti degli ultrà, legati ai movimenti nazionalisti di estrema destra. «Non accantoniamo l'incidente come folklore da stadio — scrive Nahum Barnea su Yedioth Ahronoth —. Perché in questi giorni sui muri sono apparse le foto di Shimon Peres e George Bush con indosso una keffiah. Per la prima volta la visita di Condoleezza Rice è stata accolta da una protesta. L'estrema destra sta tornando nelle strade perché considera i negoziati e il vertice di Annapolis una minaccia. È tragico che tutto questo succeda il 4 novembre». Anche Olmert, che allora era sindaco di Gerusalemme e uno dei leader del Likud, ha fatto un parallelo con dodici anni fa e con il clima di incitamento contro gli accordi di Oslo. «Ci siamo già passati, è la stessa atmosfera. Lotteremo con tutti i mezzi contro chi inneggia alla violenza e minaccia la democrazia ». «La libertà di espressione non ha mai ucciso nessuno», ha replicato Baruch Marzel, uno dei responsabili della campagna anti-governo. Sotto ai poster con la foto di Peres gli ultranazionalisti hanno scritto «amico degli arabi» e hanno attaccato il discorso «pacifista», che il presidente ha tenuto in piazza Rabin, durante la cerimonia per l'anniversario. «Voi siete gli eredi di Rabin. Non lasciatevi intimorire e continuate a seguire la strada che ha tracciato». Sabato sera, davanti a 150 mila persone, ha parlato per la prima volta Yuval, figlio del premier assassinato. Indignato per i giudici che hanno permesso ad Yigal Amir di celebrare in prigione il brit milah del primogenito. La cerimonia della circoncisione si è svolta domenica, nello stesso giorno in cui il Paese ricordava il premier assassinato.
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