Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ho letto con attenzione il suo messaggio, e mi permetto di porle una domanda.
Lei scrive del suo compagno di viaggio Padre Mario che è stato colto da una grave emergenza sanitaria in Giordania obbligandovi ad un precipitoso rientro in taxi. E, una volta giunti in Israele, avete optato per un ospedale cristiano, dove l'assistenza è stata certo migliore di quella che un ospedale israeliano avrebbe offerto.
Su questo punto mi permetto di non essere d'accordo, dopo aver visitato numerosi ospedali israeliani, dove vengono curate tutte le persone indipendentemente da razza, religione e nazionalità.
Forse, piuttosto (ma non ne sono informato personalmente), tale rischio era presente ad Amman, dove evidentemente (ma lei omette di dirlo) non avete cercato un più facile ricovero.
Se lei andrà, per esempio, durante un suo prossimo viaggio a Gerusalemme, a visitare l'ospedale Alyn, certo dovrà dare ragione alle mie parole.
Sono comunque pronto a discutere più a fondo con lei l'argomento, se lei lo vorrà.