Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Polemiche sull' "intelligenza ebraica" un dibattito all'American Enterprise Institute
Testata: Corriere della Sera Data: 31 ottobre 2007 Pagina: 17 Autore: Ennio Caretto Titolo: ««Ebrei più intelligenti». Bufera sul convegno neocon»
Dal CORRIERE della SERA del 31 ottobre 2007:
WASHINGTON — Sta suscitando polemiche negli ambienti culturali e politici un ostico dibattito svoltosi ieri all'American Enterprise Institute (Aei), uno dei più potenti serbatoi di cervelli neocon degli Stati Uniti, la casa dell'ex sottosegretario alla Difesa ed ex presidente della Banca mondiale Paul Wolfowitz, l'architetto della guerra dell'Iraq. E le sta suscitando non tanto per il tema — «Perché gli ebrei sono così intelligenti?» — quanto per le tesi dei suoi tre protagonisti che, come ha riferito il Washington Post, hanno dato l'impressione di considerare il popolo ebreo superiore agli altri. Anche se, ha osservato con una punta di cattiveria il giornale, Wolfowitz, che vi appartiene, «ha dimostrato con la sua condotta al Pentagono prima e alla Banca mondiale poi che pure gli ebrei sono capaci di errori di giudizio». Protagonisti del dibattito sono stati Jon Entine, ebreo, autore di un libro controverso I figli di Abramo: razza, identità e Dna del popolo eletto; Charles Murray, presbiteriano, un teorico dell'inferiorità dei neri; e Laurie Zoloth, anche lei ebrea, professoressa di bioetica alla Northwestern university. Entine ha ipotizzato che l'elevato quoziente d'intelligenza degli ebrei, che nessuno contesta, sia dovuto a mutazioni genetiche quali il morbo di Tay Sachs. Murray lo ha attribuito al rigore degli studi religiosi ebraici nei secoli: «Se eri ebreo e poco intelligente ti riusciva più facile diventare cristiano». La Zoloth, chiamata a contestarli, si è mostrata più cauta: «Noi ebrei brilliamo — ha detto — perché studiamo e ci impegniamo di più». Entine si è chiesto perché «tra i premi Nobel ci siano tanti ebrei». La risposta: le mutazioni genetiche occorse tra gli ebrei dell'Europa orientale «che potrebbero aver favorito la crescita delle cellule celebrali». Entine ha ammesso che il problema se l'intelligenza sia basata sui geni «è molto discusso». Murray, al contrario, lo ha ignorato: «Anche gli ebrei sefarditi in Spagna e Portogallo eccelsero», ha asserito. È toccato alla Zoloth affermare che la cultura, la necessità di sopravvivere alle persecuzioni, esperienze millenarie, non la natura, hanno reso il popolo ebreo più intelligente e costruttivo, e ammonire Entine e Murray che «le conversazioni sulle differenze razziali hanno contribuito storicamente all'antisemitismo ».
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