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Oxford invita David Irving 14/10/2007

In rerum natura tutte le cose nascono, crescono,  deperiscono e alla fine muoiono.

Così è degli uomini e così sarà di Oxford, che si appresta a far parlare una bocca schiumante di odio come quella di Irving.

Ciò significa che ormai la famosa e rinomata e invidiata Università di Oxford non ha più nulla da dire. Ed è inutile esternare che è necessaria la ricerca scientifica, ecc., ecc.

La ricerca scientifica non è neutra e avulsa dall'essere umano. La ricerca scientifica senza etica, senza rispetto per l'umanità, per la sofferenza altrui già subita o che subisce, questa ricerca non è una scuola di sapere o di conoscenza o di progresso, ma soltanto un'associazione a delinquere.

Soltanto chi è in malafede può credere che sia vero che la Shoah e tutta la persecuzione nazista siano delle invenzioni.

Se l'Università di Oxford vuole associarsi a questo abominevole rigurgito di nazismo che si manifesta come un'idra, lo faccia pure. Ma allora diventerà l'Università dove si progetta la malvagità. Perché nessuna azione è indifferente, o è buona o è cattiva. Far parlare e ascoltare Irving è dunque una scelta di malvagità.

Ripensavo a quello che diceva il mio professore di matematica, quando ci spiegava le misure complesse, diverse da quelle decimali e diceva che solo gli inglesi hanno il piede quadrato e di dodici pollici. Penso però che l'allusione non era solo al piede. Almeno per alcuni.

Saluti

Dario Bazec


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