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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
28.09.2007 Una procura si accanisce sulla memoria di Quattrocchi
la conclusione della vergognosa campagna contro i "mercenari"

Testata: Il Foglio
Data: 28 settembre 2007
Pagina: 3
Autore: la redazione
Titolo: «Processare i “mercenari”»

Dal FOGLIO del 29 settembre 2007.

L’avevamo previsto, ma speravamo di sbagliarci. Invece la vergognosa campagna contro i bodyguard italiani rapiti in Iraq nel 2004, uno dei quali è morto da eroe nelle mani degli assassini iracheni, definiti in modo sprezzante “mercenari”, è arrivata alla sua logica e infame conclusione. La procura del tribunale di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio di Salvatore Stefio (uno dei quattro ostaggi) per “arruolamento o armamento non autorizzato al servizio di uno stato estero”. La magistratura italiana non considera un reato arruolare terroristi per la rete di al Qaida in Iraq, ma processa gli italiani che sono andati laggiù per esercitare una funzione di supporto e di protezione come guardie del corpo di cittadini di un paese alleato. Naturalmente adesso ci spiegheranno che non si possono criticare i magistrati, che agiscono in base alla legge e non a un pregiudizio politico. E pensano anche che qualcuno ci creda ancora. Fabrizio Quattrocchi gridò ai suoi assassini: “Adesso vi faccio vedere come muore un italiano”. Quella frase ci commosse e ci inorgoglì, perché alludeva a una virtù patriottica, a un senso di appartenenza alla nazione che sembrava dimenticato. Ora viene da pensare, invece, guardate come è ridotta l’Italia, un paese che attraverso settori di un corpo dello stato, infanga i suoi eroi (Quattrocchi è stato insignito della medaglia d’oro al valor civile) e manda liberi i terroristi che ne insidiano la sicurezza. Oggi gli italiani hanno una ragione in più per vergognarsi di tollerare tutto ciò.

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