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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
28.09.2007 L'alleanza tra la jihad e i caudilli
analisi sul viaggio di Ahmadinejad in America Latina

Testata: Il Foglio
Data: 28 settembre 2007
Pagina: 3
Autore: la redazione
Titolo: «Una stretta di male»
Dal FOGLIO del 28 settembre 2007:

Il secondo viaggio di Mahmoud Ahmadinejad in America Latina riscuoterebbe una straordinaria attenzione se l’occidente avesse ancora il gusto di riconoscere l’insorgere di nuove idee e nuove dottrine, anche se di pessima valenza. Invece è quasi ignorato. L’aspetto economico e diplomatico del viaggio è di enorme rilievo, ma non è quel che più conta. Fidel Castro, Hugo Chávez ed Evo Morales mettono in queste ore a disposizione della strategia atomica iraniana il peso di cui dispongono. Castro consolida lo schieramento dei 110 paesi Non Allineati, che spostano le maggioranze all’Onu. Chávez vi aggiunge aiuti sostanziosi per la boccheggiante economia di Teheran (la joint venture petrolifera irano-venezuelana è gia di 2 miliardi di dollari), investimenti strategici nella raffinazione iraniana e forniture sottobanco di uranio. Evo Morales ci mette con brio l’essenza, il vero pericolo di questa alleanza: il populismo. L’asse del jihad musulmano – Iran, Siria, Hezbollah e Hamas – ha infatti trovato una naturale sponda amica nel caudillismo populista latino americano, sponda molto più larga e profonda del comune odio antiyankee. Il fondamentalismo messianico jihadista e quello caudillista hanno solidi punti di contatto: un’identica concezione del welfare e della ricerca di consenso tramite erogazione diretta di reddito da petrolio, un’identica vocazione militarista (sempre finanziata col petrolio), un istintivo apprezzamento per il dispotismo monocratico. L’asse Teheran-Damasco-Avana-Caracas non è dunque solo un nuovo schieramento antiamericano. E’ un incontro di demagogie e populismi che oggi – da indistinti movimenti di protesta quali erano – sono riusciti a farsi stato, tendono a integrarsi e riscuotono anche il plauso della platea no global e antimperialista della sinistra euro-americana. Una miscela politica e ideologica mefitica, che è in grado di fare danno e che farà danno, offrendo da subito agli ayatollah molte forze per resistere alle sanzioni che l’Onu, peraltro, stenta a decretare.

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