Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il terrorismo jihadista ? Un problema minore Nial Ferguson sottovaluta l'11 settembre
Testata: Corriere della Sera Data: 17 settembre 2007 Pagina: 26 Autore: Nial Ferguson Titolo: «Le sfide di Rudy e il fantasma di Churchill»
Criticando alcune dichiarazioni di Rudolph Giuliani, il favorito tra i possibili candidati repubblicani alle prossime elezioni presidenziali americane, Nial Ferguson stila un elenco di differenze tra la seconda guerra mondiale e la guerra al terrorismo jihadista.
Le analogie storiche, naturalmente, sono sempre relative e imperfette. Sotto molti aspetti è vero che la situazione internazionale attuale non è paragonabile a quella degli anni 40. E' anche vero però che vi sono delle somiglianze, soprattutto per ciò che riguarda la natura delle ideologie nazista e jihadista, il ruolo che vi ha giocato e vi gioca l'antisemitismo, e la propensione dei loro sostenitori agli omicidi di massa. Scegliere di sottolineare le analogie, o piuttosto le differenze, mentre lo scontro tra occidente e fondamentalismo islamico è in corso, non è una questione meramente accademica. E' una scelta dalla quale discendono conseguenze politiche.
Ed'è innegabile che le differenze indicate da Ferguson sono state scelte per suggerire che il paragone tra nazismo e jihadismo sia un esempio della, presunta, generale soppravvalutazione di quest'ultimo fenomeno.
"Bin Laden punta alla conversione di massa, non alla conquista", scrive Ferguson, e ancora: "Gli islamisti hanno a disposizione migliaia, e non milioni, di combattenti addestrati Le loro armi più pericolose sono mine e lanciarazzi, non portaerei e missili guidati. Il numero complessivo dei caduti americani che si può addebitare a questa specie di guerra mondiale raggiunge quota 6.000 (comprese le vittime dell'11 settembre con passaporto americano e il personale di servizio morto in azione in Iraq). In media, le potenze dell'Asse falciavano circa 20.000 persone al giorno tra soldati alleati e civili."
In realtà il fatto che il fondamentalismo islamico combatta una guerra non esclusivamente militare, ma anche ideologica, come già fece il comunismo, accresce e non diminusce la sua pericolosità, perché gli dà la capacità di cercare e ottenere consenso. I terroristi hanno dimostrato di poter produrre danni e perdite terribili usando come armi dei temperini, e le proprie vite votate al "martirio". Stanno sicuramente cercando di dotarsi di armi di distruzione di massa. Riescono tuttura a reclutare nuovi adepti e alcune formazioni (una per tutte: Hezbollah) hanno dato vita a veri eserciti. E, conducendo guerre "a bassa intensità", riescono a trarne il massimo partito politico, sfruttando la disposizione dei media e delle opinioni pubbliche occidentali a considerare insostenibili i costi umani della guerra.
Va poi sottolineato che delle quattro sfide che Ferguson indica come centrali per il futuro presidente americano, in alternativa a quella del terrorismo jihadista, due( "il coinvolgimento dell'intera regione mediorientale in una guerra su vasta scala" e "la disintegrazione del sistema di non proliferazione nucleare") sono strettamente collegate a quest'ultima. Per esempio l'Iran che cerca di dotarsi di armi nucleari è la stessa potenza che destabilizza il Medio oriente sostenendo gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah (e forse anche Al Qaeda).