Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ancora una volta la stampa usa articoli di argomenti vari per attaccare, spesso con falsità, lo stato di Israele. Ma quante persone sono in grado di accorgersi, in una rapida lettura, di queste falsità? Il problema dell'acqua è certo da sempre, per tutti i popoli che vivono nei paesi caldi, un motivo di attriti, di guerre e di successivi accordi. Ma come fa Tozzi a considerare la Siria, che si trova a monte di Israele, danneggiata da eventuali utilizzazioni delle acque del Giordano fatte da Israele? E perché Tozzi non fa cenno ai tentativi della Siria di deviare le acque del Giordano, ai quali Israele dovette opporsi? E agli accordi sottoscritti da Israele con la Giordania (che tra l'altro, nel 64, occupava quelli che oggi vengono chiamati "territori occupati")? La spiegazione la si trova forse nell'uso spregiudicato che fa dei numeri. Israele infatti non occupa "quasi per intero" il bacino del Giordano. Israele infatti non trae solo il 2% delle sue esportazioni dall'agricoltura; infatti, dalla sua agricoltura Israele trae anche buona parte del necessario per far mangiare la sua popolazione. Israele, poi, è probabilmente lo stato più avanzato al mondo nell'uso accorto dell'acqua per usi agricoli. Ma questo Tozzi non lo sa, o, se lo sa, non lo dice. Israele è certamente all'avanguardia nel ripulire le acque dei fiumi (vuole Tozzi venire a vedere, per esempio, le condizioni del fiume Alexander che esce dalle città palestinesi come una cloaca e che, subito dopo, viene ripulito al punto che, nel parco Italia, vivono una quantità di animali di acqua dolce)? Vorrei infine porre una domanda a Tozzi: vorrebbe forse che, per non sfruttare l'acqua, che è pur sempre sorgente di vita, il territorio di Israele tornasse arido come era una volta? Guardi Tozzi che, quando tutta l'acqua sgorgava tranquillamente fino al mar Morto, tutte quelle terre erano aride, senza coltivazioni, e non vi era da mangiare per nessuno. E infatti quasi nessuno abitava quelle terre. Insomma, nemmeno il fatto di aver fatto rifiorire il deserto, con il faticoso lavoro di tanti uomini diventati agricoltori per necessità, un tempo riconoscimento universale verso gli ebrei, regge all'odio politico che, sempre più spesso, aleggia negli articoli della stampa del direttore Anselmi. Emanuel Segre Amar