Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Non credo ci sia molto da aggiungere all'editoriale di Allam "Se la difesa dei diritti umani viene viene affidata ai tiranni", pubblicato il 26.8.07 sul Corriere della sera. ... Una domanda però credo sia opportuno rivolgerla a chi vorrà/potrà rispondermi, cioè come rendere compatibile l'economia globale con le idee di democrazia e civiltà cosiddette occidentali ... L'Italia, se interrompesse la partnership con l'Iran, per i motivi di compatibilità dell'idea di democrazia, credo, potrebbe diventare, secondo i canoni correnti, un pò meno democratica, ... l'"occidente" in genere, con gli Usa in testa, "agitano" i diritti umani quando sono gli altri a non rispettarli, ... i confronti addotti, ... a me spesso fanno sorridere!! lettera firmata
In paesi come l'Iran, che non hanno certo un'economia libera, gli imprenditori occidentali sono regolarmente preceduti dai politici. E' per questo , del resto, che il commercio con le dittature impone dei "costi "politici. Dunque, non c'è nessun motivo di abolire la globalizzazione e il commercio internazionale. Basterebbe, in fondo, chje i governi non facessero nulla, ma proprio nulla, per aiutare chi sceglie di fare affari con l'Iran o con altre dittature. Cordiali saluiti