Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Non credo che Israele abbia mai pensato di delegare la propria difesa ad alcuno ,nemmeno all'America che sino ad ora sembrava l'unica Nazione veramente pronta a scendere in campo per difendere lo Stato d'Israele. Come tratta gli Amici l'America lo sanno i Sudvietnamiti che dopo aver versato tanto sangue si sono visti abbandonare alla mercè dei nordvietnamiti. L'America sta con chi le conviene. Attenzione però ! A Monaco le nazioni europee pensavano di soddisfare Hitler dandogli in pasto alcune nazioni ,pensando di soddisfarlo. Abbiamo visto come è andata a finire ,senza parlare degli Americani che a quel tempo facevano affari con il Reich. L'Islam sà camuffarsi, sa aspettare ma il suo disegno è di espandersi ,di conquistare .
Israele non fidarti di alcuno, non affidare la tua difesa a chi è pronto ad abbandonarti per i suoi interessi
lettera firmata
Negli Stati Uniti, per fortuna, vi sono ancora molti che si rendono conto della necessità, morale e strategica, dell'alleanza con Israele. Dal presidente Bush al popolo. Certo, vi sono segnali preoccupanti, come il risultato del sondaggio di Foreign Policy tra i funzionari del governo, tra i quali sono diffuse opinioni antisraeliane, ma siamo ancora lontani da una rottura dell'alleanza redazione IC