Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
In aumento in Europa i crimini dell'odio contro ebrei, musulmani e omosessuali secondo un rapporto dell'associazione americana Human Rights First
Testata:Corriere della Sera - La Repubblica Autore: la redazione - Rosalba Catelletti Titolo: «Europa, crescono i crimini dell'odio contro gli ebrei, i musulmani e i gay»
Dal CORRIERE della SERA del 20 agosto 2007:
I crimini contro gli ebrei, i musulmani e gli omosessuali in Europa sono in aumento, secondo un rapporto dell'organizzazione per i diritti umani Human Rights First, che ha sede negli Stati Uniti. Il rapporto indica una tendenza generale, e non contiene dati statistici attendibili per tutti i Paesi europei. Solo i governi di Gran Bretagna, Francia e Germania infatti raccolgono statistiche sulle violenze antisemite (che ne dimostrano un aumento nel 2006), e solo i primi due monitorano gli attacchi contro i musulmani, spiega uno degli autori dell'«Hate Crime Survey 2007», Paul Legendre. Per alcuni altri Paesi i ricercatori hanno usato dati raccolti da Ong locali, ma nel caso dell'Italia (che non è esaminata) non sono stati in grado di ottenerli da alcuna fonte. Sono aumentati rispetto al 2005 gli attacchi antisemiti avvenuti in Gran Bretagna e, soprattutto, in Francia e in Germania (rispetto però a una diminuzione dal 2004 al 2005). In altri Paesi, dove le statistiche governative non sono disponibili, i ricercatori hanno osservato che vi sono «incidenti continui che permeano la vita quotidiana degli ebrei in Europa sotto forma di intimidazioni, minacce, attacchi contro scuole, danni a sinagoghe, cimiteri». Ancora più rare sono le statistiche sulle violenze contro i musulmani in Europa. Solo Gran Bretagna e Francia le monitorano, e solo le Ong inglesi offrono dati sistematici. Il rapporto prende perciò in esame singoli casi in tutta Europa. I musulmani sono oggetto di doppia discriminazione: razziale e religiosa, constatano gli autori. «Le violenze avvengono sullo sfondo di dibattiti aspri riguardo l'immigrazione e l'integrazione dei musulmani». La maggiore presenza pubblica degli omosessuali ha portato anche a un aumento della retorica omofobica e della violenza fisica contro i gay, osserva il rapporto.
Da La REPUBBLICA, un articolo di Rosalba Cateletti Nel testo abbiamo inserito un nostro commento:
Ilan Halimi è morto il 13 febbraio 2006 poco dopo essere stato trovato alla periferia di Parigi mezzo nudo e pieno di bruciature da sigarette e acido: era stato torturato per tre settimane e poi pugnalato a morte perché ebreo. Oulemata Oudibo, ragazza incinta proveniente dal Mali, è stata uccisa in Belgio l´11 maggio 2006 da un fanatico che poco prima aveva ferito a colpi d´arma da fuoco una turca che indossava il velo. Ilan aveva 23 anni, Oulemata 24: sono solo alcune delle vittime dei crimini legati all´odio censiti nel 2007 Hate crime survey dall´ong Human rights first, con base a Washington e New York. Secondo il rapporto, i crimini legati all´odio - in particolare ad antisemitismo, islamofobia e omofobia - lo scorso anno sono aumentati in tutti i 56 paesi membri dell´Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Le 44 pagine del rapporto si soffermano però su cinque paesi dove sono aumentati gli episodi violenti e dove i sistemi di monitoraggio hanno consentito analisi più approfondite: Francia, Gran Bretagna, Russia, Ucraina e Germania. Se in Francia nel 2006 il numero complessivo dei crimini legati all´odio è diminuito del 10%, quelli antisemiti sono aumentati del 6,6%: il dato più alto dalla fine degli anni ´90. In Gran Bretagna (dati 2005) i crimini con motivazioni religiose sono aumentati sulla scia degli attentati nelle metropolitane londinesi: nel mese successivo il 7 luglio 2005 i crimini contro musulmani sono aumentati del 600%. Il numero dei crimini legati all´odio in Germania nel 2006 è stato il più alto da quando nel 2001 si è iniziato a monitorarli tanto che durante i Mondiali di calcio è stata distribuita a gruppi minoritari e stranieri la guida "No-go" sui posti dove "non andare". Secondo Riccardo Pacifici, portavoce della comunità ebraica di Roma, «è evidente che l´Europa tende a chiudersi e ad alzare barriere virtuali nei confronti dei cosiddetti "diversi" che oggi non sono più solo gli ebrei ma anche i nuovi immigrati come i musulmani». I crimini omofobi «sono frequenti e spesso particolarmente violenti», segnala il rapporto, come pure quelli contro i disabili, ma i dati disponibili sono insufficienti per trarre delle stime. A provocarne l´incremento è probabilmente la maggiore presenza pubblica degli omosessuali, come nel caso dei Gay Pride. Se, prosegue il rapporto, in tutta l´Europa «ebrei e musulmani si trovano di fronte a una combinazione virulenta di razzismo e intolleranza religiosa», rumeni, sinti e minoranze cristiane sono vittime di «violenza particolarmente letale» in Russia, Turchia e Repubbliche centroasiatiche. Il filo conduttore di tutti gli episodi d´odio e intolleranza sono sempre i «pregiudizi», rileva il rapporto diffuso il 6 giugno in occasione della conferenza dell´Osce a Bucarest e rilanciato dall´ong in questi giorni dopo l´uccisione filmata in Russia di due uomini, del Dagestan e del Tajikistan, diffusa online da un gruppo neo-nazista. «Razzismo e xenofobia», prosegue il documento, «sono la perpetuazione di stereotipi e generalizzazioni su attributi, colpe e responsabilità dei membri di un gruppo. Ogni membro diventa ostaggio dei comportamenti altrui e perciò soggetto a rappresaglia». Gli autori di crimini antisemiti spesso «invocano come giustificazione le politiche israeliane». I musulmani sono identificati con terroristi «come se ognuno fosse responsabile delle azioni degli altri».
Se il processo mentale per cui a tutti gli ebrei vengono imputate le "politiche di Israele" e a tutti i musulmani gli atti terroristici può effettivamente funzionare allo stesso modo, si dovrebbe essere attenti a distinguere tra una costruzione della propaganda (i "crimini" di Israele, impegnata a difendersi dal terrorismo) e e una realtà come l'offensiova jihadista contro l'Occidente (.
«A parte il gran numero di violenza, forse l´aspetto più scioccante degli attacchi legati all´odio è la diversità degli obiettivi» ha commentato il professor Jack Levin, direttore del Brudnick Center on Violence and Conflict della Northeastern University. «Chiunque possa essere visto come un outsider o uno straniero è a rischio, musulmani, ebrei, persone di colore, rumeni, gay e anche disabili. Se non agiremo adesso succederà ancora di peggio in futuro».