Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Non riesco proprio a capire la levata di scudi contro l'ultimo libro di Magdi Allam, non solo per l'inconsistenza delle accuse mosse allo scrittore,ma anche,mi dispiace molto,per la loro provenienza:alcuni dei personaggi hanno cognomi che tradiscono origini ebraiche.Perchè invece di apprezzare uno dei pochi intellettuali islamici che difende Israele in quanto unica garanzia per la salvaguardia del popolo ebraico se la prendono con lui?Lo so, il proverbio dice che ogni due ebrei ci sono tre partiti,ma in questo caso il masochismo di certuni è disarmante.E inutile.Prendiamo ad esempio la scusa addotta da Moni Ovadia,secondo cui nel libro di Allam non si parla del diritto palestinese ad avere uno stato:è ridicola.Nessuno infatti,giustamente,si è mai sognato,di mettere in discussione la nascita di uno stato palestinese.Basta leggere interviste di politici di ogni schieramento e colore:il diritto dei palestinesi ad avere uno stato è sempre accompagnato dall'aggettivo "sacrosanto";ma certi aggettivi non vengono mai disturbati se si parla di Israele.Ed è perchè manca questa reciprocità che Magdi Allam si batte fino a rischiare la vita.