Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Speranze di pace, ma sulla base di falsità un'analisi scorretta
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 27 luglio 2007 Pagina: 10 Autore: Silvio Fagiolo Titolo: «In Medio Oriente nuove speranze di pace»
Secondo Silvio Fagiolo, che scrive sul SOLE 24 ORE del 27 luglio 2007 Hamas
si dice disponibile alla soluzione dei due stati secondo le frontiere del 67
Non è vero. Hamas è disponbile solo a una tregua (hudna), non alla pace. Una tregua è l'intervallo tra due guerre.
Fagiolo scrive anche che
i palestinesi sono rimasti una nazione indigena di contadini orientali, crudelmente e ingiustamente sradicati dalla loro patria storica
Senza entrare nell'analisi degli altri errori e degli stereotipi di questo passaggio (i palestinesi "nazione indigena", "di contadini" , la loro "patria storica" ) rileviamo soltanto che i profughi palestinesi sono il prodotto di una guerra. Scatenata dai loro leader e dai loro alleati nel mondo arabo per distruggere Israele.
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