Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Mi rivolgo a voi che siete il giornale del partito DS, per esprimere la mia meraviglia sulle dichiarazioni del ministro degli esteri D'Alema a proposito di Hamas. E' vero che questo movimento ha ottenuto il consenso popolare, è vero che è stato democraticamente eletto, ma è pur vero che si tratta di un movimento che ha per statuto la distruzione di uno stato membro dell'Onu (Israele) e che, tramite il suo canale televisivo, incita all'odio indiscriminato nei confronti di ebrei e israeliani. Se non lo sapete, proprio il 13 luglio, sulla televisione palestinese di Gaza, è iniziata una nuova serie di cartoni animati che ha per protagonista una piccola e simpatica ape, il cui motto è: "ammazziamo tutti gli ebrei che sono i nemici di Allah".
Essere democraticamente eletti, non significa per forza incontrare il nostro favore: anche Hitler, se è per questo, fu eletto regolarmente e non mi sembra che abbia fatto il bene della Germania.
Le posizioni di D'Alema non sono soltanto al limite del sostegno al terrorismo, ma isolano il nostro Paese dal contesto europeo che, nella persona di Solana, ha piu' saggiamente saputo valutare chi non merita la nostra solidarietà.