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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
17.07.2007 Una politica estera irrealizzabile e improponibile
quella italiana in Medio Oriente

Testata: Il Foglio
Data: 17 luglio 2007
Pagina: 3
Autore: la redazione
Titolo: «Solo Israele può proteggere Abu Mazen»
Dal FOGLIO del 17 luglio 2007, un editoriale :

Per affrontare il suo nemico mortale, il partito armato estremista e terrorista di Hamas, l’Anp ha bisogno di un sostegno politico e militare. Senza di esso ha già perso la battaglia di Gaza e potrebbe trovarsi a malpartito anche in Cisgiordania. I paesi arabi “moderati”, però, non muovono un dito per aiutare un processo che può sfociare nella costruzione di uno stato palestinese che né la Giordania né l’Egitto né l’Arabia saudita hanno mai davvero desiderato. L’unica potenza regionale interessata a evitare il collasso dell’Anp e di Abu Mazen è il “nemico” israeliano, che infatti ha promulgato un’amnistia di fatto nei confronti dei guerriglieri di Fatah, che per parte loro hanno proclamato una tregua “unilaterale”. E’ evidente a tutti, con l’esclusione a quanto pare solo di Massimo D’Alema e Piero Fassino, che il tentativo di colpo di stato di Hamas, riuscito a Gaza e per ora fallito a Ramallah, ha cambiato completamente la mappa degli schieramenti nell’area, dove oggi si può parlare di una possibilità effettiva di accordo tra Anp e Israele, il cui scopo comune è contenere l’influenza di Hamas e del terrorismo islamico internazionale che si profila come il suo ispiratore fondamentale. Chiedere ad Abu Mazen di riprendere il negoziato con una formazione che ha massacrato i suoi seguaci e che ha ripetutamente cercato di ucciderlo, oppure, peggio ancora, chiedere a Israele di imporre a Fatah la presenza di Hamas a un tavolo di trattative è una pura follia, improponibile prima ancora che irrealizzabile.

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