Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Mi scuso con gli amici e lettori di Informazionecorretta, perché proprio stasera sono stata edotta sul movimento caldeggiato da Bernardini, cioè il campo anarcocapitalista. Non conoscendolo, avevo equivocato il senso. Ed in parte, la mia precedente lettera assume un senso di poco sfalsato. Ritenevo di aver capito che Bernardini oltre che anarchico fosse anche anticapitalista. Vengo a sapere che il movimento libertario-classico (che continuo a considerare una contraddizione nei termini) o anarcocapitalista, è teso a cancellare gli stati a favore della privatizzazione in ogni sua forma e favorisce la concorrenza. Anche nella sicurezza. Ve l’immaginate la detenzione dell’arma nucleare in mani private ed in concorrenza? Non solo, gli anarcocapitalisti considerano noi tutti, degli utopici. Il movimento è stato fondato da un ebreo americano, Murray Rothbard (Barbarossa), di origine bielorussa (1905-1995) ed è poco conosciuto in Italia. Pare che il sistema del movimento sia stato adottato in Somalia con i risultati che conosciamo. Pertanto, se rimangono valide le mie obiezioni, cade ovviamente la contestazione a Bernardini sulle ipotesi che ho fatto sul suo anticapitalismo. Ma il quadro che emerge da questa mia neo-conoscenza, rende ancor più pericoloso ed allarmante le idee inalberate dal Bernardini. Aggiungo che alla luce di questa lezione, posso ritenere che le geremiadi del Bernardini (timori di essere cacciato dal Wiesel Center della Boston University, anche se non capisco che c’entri lui con l’argomento ebraico) non dovrebbero avere luogo ad esistere. Se tanto mi dà tanto, il Wiesel Center è un laboratorio di idee come la Soros Foundation. Mentre le critiche ai sistemi caldeggiati da Bernardini continuano ad essere valide, cade solo l’accusa di incoerenza.