Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Niente di scandaloso nell'articolo di Naomi Klein 26/06/2007
Non ho trovato particolarmente scandaloso l'articolo della signora. D'altra parte mi sembra del tutto naturale che Israele,dopo 11/9,abbia potuto competere con le sue aziende nell'assecondare la crescente domanda di sicurezza. Al limite mi trova contrario la fissazione della sicurezza in sè in posti che non sono come Israele,Europa ad esempio. Quello che forse non vi è piaciuto dell'articolo,comunque ben impostato,secondo me,è il discorso delle cavie umane palestinesi
lettera firmata
Il "discorso delle cavie umane" fa parte dell'interpretazione demonizzante del boom economico israeliano data dalla Klein. Per la quale la prosecuzione del conflitto con i terroristi palestinesi è un interesse del capitalismo israeliano, che si reggerebbe sull'economia di guerra. Certamemente le aziende israeliane hanno saputo rispondere alla crescente ( e fondata, a nostro avviso )domanda di sicurezza. Il punto è che, per la Klein, questa constatazione serve a condannare come malefici e macchiati da un peccato originale i successi economici di Israele.