Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Hamas, Hezbollah, Al Qaeda ? Sono innocenti "cavie" 25/06/2007
Spettabile Redazione,
sembra essere finalmente risolta l'annosa questione circa la definizione più appropriata per indicare gli assassini macellai tagliagole facenti parte di Hamas, Hezbollah, Al Qaeda, e di altre benemerite organizzazioni dello stesso stampo, accomunate nell'odio mortale (di hitleriana memoria) per gli ebrei, il cui Stato deve essere distrutto, naturalmente con buona pace dei pacifisti. Poiché “terroristi” non andava assolutamente bene, si era ripiegato finora, da parte dei benpensanti, su termini come “miliziani”, “combattenti”, “attivisti”, ed altri fiori consimili. Ma ecco finalmente, ad aprire la mente di noi poveri ignoranti, la rivelazione de “Il Manifesto” del 24 giugno scorso: il nome esatto è, udite udite, “CAVIE”(!!!) Date un po' di tempo al quotidiano comunista, e vedrete che per difendere quei galantuomini di Nasrallah, Haniyeh ed i loro degni accoliti dai cattivi sionisti, “Il Manifesto” chiamerà in piazza anche gli animalisti e le organizzazioni contro gli esperimenti e la vivisezione. Quando si dice mancanza di senso del ridicolo...