Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Mi permetta, signora parlamentare, di farle osservare alcuni errori da lei compiuti nella sua odierna intervista rilasciata a questo quotidiano: - sparare sui palestinesi è imperdonabile, dice lei: ma invece sparare sugli ebrei e sui cristiani è forse meritorio? - il voto dei palestinesi sarebbe stato democratico. Eppure una parlamentare dovrebbe sapere che, per parlare di democrazia, è necessario avere tutte quelle garanzie democratiche che a Gaza non esistono. Non c'è libertà di parola, né di associazione, né, per lei che giustamente è attenta ai diritti delle donne, neppure, per una donna, di vestirsi come vuole. E questo non è che un piccolo sunto delle libertà democratiche che non hanno, i poveri palestinesi. E allora non ci parli di voto democratico. - riconoscimento implicito dello stato di Israele? Ma ha letto lo statuto di Hamas? Ha letto le dichiarazioni di TUTTI i principali rappresentanti di Hamas? E allora non dica cose destituite di ogni fondamento, signora parlamentare. - popolazione senza cibo? Ha visto le immagini dei banchi al mercato pieni di merce? Il problema è che la povera gente non ha i soldi per comperare la merce che costa sempre meno. E pensi un momento dove finiscono i soldi (gli aiuti, lungi dal cessare, sono raddoppiati!) - riprendere i negoziati? Ma con chi, scusi? Con quelli che Abu Mazen chiama degli assassini sfrenati? Con quelli che nessuno vuole averci a che fare, fra le persone con un minimo da sale in zucca? Io non consiglio neanche a lei di andare a discutere, con quei signori. Sa, potrebbe essere pericoloso. Ah già, ora capisco. Tutte queste erano delle provocazioni per lei, signora Morgantini. Infatti ora lo riconosce anche lei; i palestinesi non vogliono più ne Hamas né Fatah. Ma mi scusi, non era più semplice dire solo questo, senza parlare di democrazia, di mancanza di cibo, di imperdonabili spari? Saluti lettera firmata