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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Il nazionalismo palestinese 21/06/2007

Mi è capitato di leggere, in un'intervnto di una lettrice da voi pubblicato,la solita argomentazione secondo la quale "il popolo palestinese non esisterebbe".

 Ben Gurion e Katznelson,durante una riunione nei primi anni di esistenza di Isarele dissero che era necessario negare l'esistenza di un nazionalismo palestinese e che,purtroppo,di nazionalismo si trattava.

 Il fatto che il popolo non sia mai esistito,che sia stato inventato....è del tutto irrilevante dato che ora esiste,è del tutto irrilevante anche il motivo per cui questo nazionalismo sia nato,probabilmente in contrapposizione al nazionalismo ebraico  .

Non capisco bene,quindi,il senso di certi discorsi,l'unico obiettivo,secondo me,è denigrare la controparte; a che pro,sinceramente,non riesco a capirlo. 
lettera firmata

Ricordare come nacque il nazionalismo palestinese serve a capire quale è stato, fin dall'inizio, il suo scopo: la distruzione di Israele, non l'indipendenza. Questo spiega, oggi, la mancata risoluzione di un conflitto che, se fosse esclusivamente nazionale e territoriale, sarebbe già concluso. 
redazione IC


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