Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
capisco che non tutti siano tenuti a seguire la copiosa produzione del professor Odifreddi, ma debbo rilevare una imprecisione nella vostra nota del 12 giugno dal titolo "Cosa c'entra la propaganda di Odifreddi con la divulgazione scientifica ? una vergognosa intervista immaginaria ad Adolf Hitler". Difatti, l'intervista di Odifreddi a Hitler non è una novità. Essa campeggia come primo testo del best-seller "Il matematico impertinente" pubblicato nel 2005, e quindi la vostra indignazione è in ritardo di due anni... Peraltro, essa avrebbe potuto tramutarsi in preoccupazione, se si tiene conto che il detto libro - primo capitolo della saga di cui "Perché non possiamo dirci cristiani" costituisce il secondo - ha venduto più di centomila copie, c'è chi dice 150.000, ed è stato pubblicato dalla reputata casa editrice Longanesi, che quindi non ha avuto nulla da ridire sull'intervista a Hitler, come su altre espressioni non propriamente simpatiche dello stesso tenore contenute nel libro.
Peraltro, chi avesse interesse a leggere le mie recensioni dei primi due capitoli della saga odifreddiana, le può trovare sul mio blog (http://gisrael.blogspot.com/). Esse mi sono valse l'apprezzamento dell'Autore sulla base dell'argomento idealista che l'importante è che si parli del libro.