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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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La tesi di laurea di Abu Mazen 13/06/2007

Sarebbe, come sempre, attività benemerita riferire in modo corretto notizie che con poche modifiche appaiono ben diverse dalla realtà.

In particolare segnalo che la nota su Abu Mazen, “..il rais senza potere” apparsa sulla stampa in data 13 Giugno, descrive come controversa (sic) la tesi discussa al momento della sua laurea al Collegio Orientale di Mosca nel 1982.

In quella tesi Abu Mazen sviluppava molte delle posizioni negazioniste sulla Shoah sostenendo che gli ebrei morti furono poche decine di migliaia, che non si sono mai trovati documenti comprovanti l’esistenza delle camere a gas e che la sostanza della questione deve essere ricondotta ad un complotto ordito dal movimento sionista d’accordo con i nazisti per costringere gli ebrei ad emigrare in Palestina.

Questi argomenti negli anni ’80, sotto la direzione politica di Arafat, sono diventati testi fondamentali di studio nelle scuole e nelle università palestinesi, stampati con il cospicuo contributo finanziario dalla Comunità Europea.

La scuola dell’odio politico, culturale e teologico è nata molto prima di Hamas. Gli integralisti oggi raccolgono quel che i “laici” dell’Anp hanno seminato per trent’anni.

 

 

 

Marco Morello

 

 

 

Torino 13 Giugno 2007


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