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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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L'attentato a Kisufim e un particolare che la stampa italiana non riferisce 09/06/2007
10/06/2007

Cari Amici,
Domani verra' data notizia dai media italiani che Soldati Israeliani hanno ucciso un palestinese.
Chiaramente non saranno forniti i particolari del fatto lasciando in sospeso il sospetto quasi certezza che un povero disgraziato sia stato ammazzato a sangue freddo da una banda di assassini.

Vi racconto come sono andate le cose veramente.
Alle ore 13.30 di oggi 09/06/2007, 12.30 in Italia,   4 terroristi della Jiad Islamica su di una Jeep bianca con le insegne della TV stampa internazionale, dopo aver sfondato la rete di confine si sono avvicinati ad un fortino di confine a Kisufim fra Israele e la striscia di Gaza, con l'intenzione di uccidere quanti piu' militari israeliani possibile e magari rapirne qualcuno per avere nuova carne da scambio.
I militari hanno risposto al fuoco uccidendo uno dei quattro terroristi e mettendone tre in fuga.

Sono pronto a scommettere che i media europei si guarderanno bene dal chiarire il fatto che per avvicinarsi al fortino israeliano, i terroristi hanno usato un mezzo con le insegne PRESS, quelle che usano i giornalisti in zona di guerra. Si guarderanno bene ad alzare la voce contro chi operando fuori dalle convenzioni di Ginevra mette in ulteriore pericolo il loro lavoro e, in compenso, quella stessa voce urlera' al cielo nel momento in cui, Dio non voglia, qualche soldato Israeliano sentendosi in pericolo possa aprire il fuoco ignorando le stesse insegne PRESS che come abbiamo visto sono usate come scudi.
Non spiegheranno, i signori della stampa, che chi li sta mettendo in pericolo sono gli stessi MILIZIANI che loro tanto difendo chiudendo sistematicamente gli occhi su tutto quello che fanno e riportando spesso i fatti in una maniera che nulla ha a che fare con la verita'.

Shalom
Michael Sfaradi

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