Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Mamma, li Turchi! Mamma li Raccomandati! Ho letto l'articolo di Deborah Fait e ho capito tutto: "Avrum" che avevo avuto, tempo fa, il dispiacere di conoscere per aver letto certe sue orrende dichiarazioni, è "naturalmente" un figliodi : è un figlio di papà, uno che non sarebbe nessuno se non avesse avuto natali illustri. Nel nostro Paese siamo pieni di figli-nipoti-amanti-generi (detti sui generis), all'università, in politica, dovunque....Quelli più uguali degli altri, per intenderci. La sottoscritta li ha sempre avuti tra i piedi, contro di lei e contro i suoi più stretti congiunti. Rovina il mercato, 'sta gente. Mi addolora, al di là delle personali lamentele, che nemmeno Israele sia immune da questa piaga, ma, soprattutto, che a rilasciare dichiarazioni del genere non sia un oscuro (ex) cittadino, bensì una persona che ha ricoperto un incarico isituzionale; insomma, peggio Burg di quell'altra buona lana di Ilan Pappe, un professorucolo come tanti.
Che resti in Francia, Avrum, di certo in Israele non ne sentiranno la mancanza. Mi auguro solo che, al suono della Marsigliese, si trovi male, visto che l'inquilino dell'Eliseo è cambiato. lettera firmata