Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Viva Israele, e viva Magdi Allam. Una lettera a Sandro Viola 02/06/2007
Ma se dunque lei e Magdi Allam siete partiti da una posizione analoga, reagendo insieme, e nello stesso modo, alle notizie degli abbattimenti degli aerei israeliani, ahimé per lei pura invenzione, mentre poi Allam ha saputo riflettere, e farsi carico di un profondo cataclisma interiore, ed arrivare a capire che Nasser era un "dittatore spaccone", e Arafat "un corruttore e corrotto", io credo che il riconoscimento vada tutto al dottor Allam, e il biasimo vada tutto a chi, come lei, quella realtà non l'ha mai voluta riconoscere. Ne consegue che lei, nei suoi articoli, parla oggi, falsando vergognosamente quella realtà che Allam non trascura mai, di partito dei coloni, che non vuole cedere neanche un pollice di territorio. A me risulta che in Israele sia al potere un partito che, anch'esso con un profondo esame interiore, è ha vinto le elezioni proprio per cedere quei territori che gli arabi dimostrano di non saper ricevere e non sapere amministrare quando li ricevono. Viva Israele, e viva Magdi Allam lettera firmata