Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Vi segnalo ancora "Il Tirreno" di Livorno. Nel numero odierno (26/5/07), nella pagina "attualità", è pubblicato un articolo intitolato "Abu Mazen preme per la tregua - sottotilo - Ancora violenze: raid israeliani sui campi profughi". Lo schema seguito dall'anonimo articolista è chiarissimo: Abu Mazen è il buono che persegue a tutti i costi la tregua, regolarmente gli israeliani sabotano i suoi disegni di pace continuando, cocciutamente, ad eseguire raids più o meno indiscriminati. Dopo aver descritto questo scenario, di passata, si segnala che " i razzi Qassam sparati dai miliziani hanno continuato a cadere - facendo almeno tre feriti - sulla città israeliana di Sderot, ormai abbandonata dalla metà dei suoi abitanti" Continuando a leggere l'articolo si riesce persino a ricostruire correttamente la sequenza di causa - effetto tra il lancio dei Qassam e la reazione israeliana...ma che fatica per scoprire un pò di verità!