Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Una lettera inviata all'Università di Teramo 22/05/2007
Egregi Professori,
anche se la mia testimonianza, secondo il prof. Moffa, non vale nulla perché ebreo e coinvolto emotivamente, desidero aderire al parere suo e del povero e tanto perseguitato Faurisson, per precisare che mia nonna di 72 anni, mia zia, le mie cugine si erano recate in gita di piacere in Polonia nel 1944, sono passate da Auschwitz e si sono trovate così bene, come uno o due milioni di altri turisti, che non sono più rientrate in Italia. Una "lobby" davvero potente che vorrebbe imporre il bavaglio agli storici più gagliardi, impegnati a dimostrare che non sono mai partite.