Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Icchokas Meras è nato molto lontano, sia da Israele, dove vive dal 1972. Non appartiene all'Occidente teoricamente illuminato e non giunge neppure dall'Oriente esotico. Arriva dalla Lituania: Paese di margine europeo, con un passato ebraico di grande splendore - non materiale, ovviamente, ma di studio. Per lui così come per tutti gli ebrei di questa antica e gloriosa comunità, ci fu l'orrore della Shoah, che lo scrittore visse nel ghetto di Vilnius. Ora La Giuntina manda in libreria la sua prima opera tradotta in italiano, Scacco perpetuo (a cura di Ausra Povilaviciute e Vanna Vogelmann, pp. 178, e14). E' una novella ambientata nel ghetto: non una sequenza di eventi, ma una serie di visioni. La storia si gioca come una fatale partita a scacchi, dove un realismo estremo è accompagnato da una prosa sincopata.