Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ricordiamo a Michele Giorgio chela riunificazione di Gerusalemmeè avvenuta nel corso di una guerra che Israele non ha voluto, nella quale è stata costretta a difendersi. Che la risoluzione dell'Onu 181, che chiedeva l'internazionalizzazione di Gerusalemme, venne accettata da Israele e rifiutata dagli arabi. Che l'occupazione giordana della parte est della città, che durò dal 49 al 67, non venne mai contestata dagli arabi. Che durante quell'occupazione gli ebrei vennero espulsi senza esitazioni, i loro diritti religiosi ignorati, le loro sinagoghe distrutte, i loro cimiteri profanati. Che dal 67 la popolazione araba di Gerusalemme è cresciuta da 65.000 a 250.000 persone. E gode di diritti,civili, religiosi e politici sconosciuti al mondo arabo ( e di servizi sociali assai migliori della norma).