Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Sono perfettamente d'accordo con A. B. Jehoshua, il primo responsabile del disastro israliano del 2006 e' infatti Sharon.
Ha lasciato Hisballah armarsi, e se non ci fosse stata la guerra la Hizballah avrebbe avuto 100000 razzi invece di "soltanto" 10 o 20000 (magari, intanto, col tacito consento dell'Europa, ce li hanno gia'). Si e' circondato di barboncini: Olmert, Mofaz, Halutz, pronti a seguire "his master's voice". Amir Perez e' il barboncino di se stesso.
Peccato che la critica di A. B. Jehoshua l'ho letta soltanto qui, non sui giornali locali.
Qui e' ancora politicamente scorretto parlare male di Sharon. Qualche allusione pero' di tanto in tanto la si sente.