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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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i tre grandi scrittori 06/05/2007
Lettera inviata all'OPINIONE, 06/05/2007
 
....Poi si leggono interventi, lettere ed interviste dei tre Grandi Scrittori e ti cadono le braccia. Ha ragione Giorgio Israel, costoro vivono fuori dal tempo, con i piedi ben piantati nell'aria, o forse pensano, ma questa è una pura malignità, che il loro parco lettori è posizionato a Sinistra, onde per cui  si adeguano.
In queste circostanze mi vien da ricordare un passo di un articolo scritto da Piero Citati il 28/8/06 su Repubblica:
"Malgrado l'indifferenza e l'ostilità degli europei (e, aggiungo io, la dabbenaggine dei tre "citati"), non credo che Israele scomparirà mai dalla terra. Scompariranno molto prima Osama Bib Laden, il presidente dell'Iran, gli allievi di un criminale come Khomeini, il capo di Hezbollah, e gli antisemiti d'Europa, a qualsiasi specie appartengano. Gli ebrei hanno un dono, che noi cattolici non possediamo, o possediamo in modi diversi. Con passione ed avidità amano il mondo: il "rosso" e il "blu", il "fico" e la "vigna", i viaggi, i libri da leggere e scrivere, i commerci, le ricchezze: eppure, non appartengono completamente alla terra. Con una parte di sè, vivono altrove, dove vaga esiliata la Shekinah, il volto femminile di Dio, ora emanando una pallida luce lunare, ora intonando una musica sempre più cristallina, squillante e trionfale." 
Cordialmente, Bruno Basso 

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