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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Agenzia Radicale Rassegna Stampa
01.05.2007 "Ghetti" e "vopos" non c'entrano con Israele
a proposito della barriera difensiva

Testata: Agenzia Radicale
Data: 01 maggio 2007
Pagina: 1
Autore: Arturo Capasso
Titolo: «...ognuno sia libero...»

AGENZIA RADICALE pubblica senza commenti la seguente lettera:

Cara Anna, mi permetto chiamarti così, perché - come dire - siamo coinquilini, cioè scriviamo tutti e due per l'Agenzia Radicale, la quale è un modello di tolleranza e di apertura culturale.
Ho letto con attenzione la tua nota e mi sono fermato a considerare il tuo passaggio: "ognuno sia libero di vivere a suo modo in casa propria"
E allora torno al mio articolo: Betlemme è una città ghetto, gl'Israeliano da ghettizzati sono diventati ghettizzatori.
A questo punto è doveroso da parte mia riportare l'appello testimonianza di una voce di dentro, che per sicurezza non intendo rilevare: "Quest'anno la situazione è diventata più difficile, data la totale chiusura del muro che è stato costruito intorno alla città, cui si accede da una frontiera regolata, per i palestinesi, da leggi severissime.Purtroppo con questo nuovo modo di chiudere la città tanti impiegati, operai e artigani che lavoravano a Gerusalemme non possono più andare al lavoro, perché spesso non ottengono i permessi, che sono rilasciati col contagocce, a scadenza trimestrale e con pratiche che comportano, ad ogni scadenza,la perdita di almeno un giorno e mezzo di lavoro. Senza tacere che, comunque, l'accesso al lavoro è reso impossibile quando viene emesso il coprifuoco, che comporta la chiusura totale della città, per varie cause, e che li costringe a stare a casa. Allo stesso modo possono essere fermati per un tempo indeterminato all'uscita..."
Appena è apparsala mia testimonianza sul ghetto di Betlemme, si sono scatenate forze uguali e contrarie e ciascuna pensava di avere ragioni da vendere.La più originale mi è parsa quella di informazione corretta che ha parlato di "barriera salva-vite" E forse, tutto sommato, ha pure ragione, giacché se i poveri palestinesi si avvicinano troppo, ci sono i "vopos" dalle innumerevoli torrette di controllo, pronti a toglierti di mezzo.
Proposta indecente: perché non si torna insieme da quelle parti?
Cordialmente, Arturo Capasso

Sarebbe stato opportuno, crediamo, ricordare che gli israeliani non hanno "ghettizzato" nessuno. La barriera non esisterebbe se non esistesse il terrorismo. E i soldati israeliani non sono "vopos", non appartengono a una polizia politica incaricata di impedire la fuga da una dittatura. Fanno parte di un esercito democratico che ha il compito di proteggere i cittadini di Israele.


agenziaradicale@inwind.it

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