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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Il 25 aprile sotto la bandiera della Brigata ebraica 26/04/2007
Come ogni anno, ho partecipato al corteo del 25 aprile, sfilando sotto la bandiera della Brigata Ebraica che, guarda caso, è oggi la bandiera dello stato di Israele. Tutto è andato bene, alcune persone hanno applaudito al nostro passaggio, altre sono venute a dirce che dissentivano dalla politica israeliana: a dire il vero alcuni avevano le idee confuse, ma ho apprezzato questo gesto di venire per cercare un dialogo. Arrivati però nel punto dove stazionavano i no global (che urlavano i soliti slogans senza la minima ricerca del confronto dialettico, un signore mi ha guardata in faccia, ha tirato su il medio della mano (non certo un gesto carino) e ha cominciato ad insultarmi usando un linguaggio molto volgare, la cui parola piu' delicata è stata "...put...na".
Da giovane io ho proprio amato molto la sinistra e ho sempre pensato che quella fosse la parte della ricerca della discussione, del confronto delle idee, dell'approfondimento. Ora invece, mi vien da pensare una parte della sinistra (che però non è minoritaria) abbia stravolto la sua matrice, e che sia il ricettacolo della volgarità e dell'insulto gratuito. Una vera vergogna

lettera firmata

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