lunedi` 13 aprile 2026
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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Il caso olandese e il silenzio di Pio XII

Nella replica all'articolo di Andrea Tornielli scrivete: "La Chiesa tedesca,
al contrario, parlò contro il programma di sterminio dei portatori di
handicapp, riuscendo anche, almeno temporaneamente, a intralciarlo". Sì è
vero, ma forse ci si dimentica che la chiesa olandese si pronunciò
pubblicamente contro la politica antisemita provocando purtroppo la reazione
nell'agosto del '43 dei nazisti che rastrellarono 4.ooo ebrei (fra i quali
la santa edith stein). Dunque non si può dire come voi fate che "non si può
dunque affemare, con la sicurezza ostentata dai difensori del Papa, che se
Pio XII non avesse taciuto, ne sarebbero conseguiti peggori mali".
lettera firmata

I nazisti volevano sterminare gli ebrei,  e se non fossero stati sconfitti lo avrebbero fatto, dando la caccia a tutti. Non per "rappresaglia", ma per una volontà di sterminio totale.
Quale "maggior male" avrebbe potuto colpire gli ebrei del successo dei piani nazisti ?
Quei piani  non andavano dunque denunciati ? La mano dei loro esecutori, e di chi li rendeva possibili, tra i quali vi erano anche dei cattolici, non andava fermata da una solenne scomunica ?




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