Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Serve ancora l'Onu ? Sì, agli Stati antidemocratici L' Iran sta per avere la bomba atomica ed è nominato vicepresidente della Commissione disarmo
Testata: Il Foglio Data: 14 aprile 2007 Pagina: 3 Autore: la redazione Titolo: «All’Onu il lupo fa la guardia all’agnello»
Sul FOGLIO di oggi 14/04/2007, a pag.3, un editoriale sulla nomina dell'Iran quale vice presidente della commissione.... disarmo all'ONU. Il titolo " All'Onu il lupo fa la guardia all'agnello" è ben azzeccato.
Il 9 aprile, mentre Ahmadinejad annunciava l’arricchimento dell’uranio “livello industriale”, l’Iran veniva rieletto vicepresidente della commissione per il disarmo e la non proliferazione dell’Onu. Così Mehdi Danesh-Yazdi, rappresentante della commissione e perfetto alfiere di un mondo al contrario, si produceva in una compiaciuta filippica contro le violazioni americane in tema disarmo, senza mancare di citare, tra maggiori pericoli alla sicurezza, la proliferazione della lobby sionista. In ossequio alla sua generosa ambiguità multiculti quando si tratta di Teheran, il Palazzo di vetro non sceglie una strada ma percorre tutte. Per la cosiddetta linea dura ci sono il Consiglio di sicurezza e l’Agenzia atomica con sanzioni e risoluzioni, per porgere un ramoscello d’ulivo commissione per il disarmo. Ma quella del 9 aprile non è solo una coincidenza grottesca e paradossale. Gli esempimigliori li fornisce il Consiglio per i diritti umani di Ginevra, creatura dell’ex segretario generale Annan, con l’ambizione di rappresentare una rottura con il passato. Peccato che all’inaugurazione dei lavori del consiglio sia stato invitato il più famigerato tra gli aguzzini iraniani, il procuratore generale di Teheran Saeed Mortazavi. Un rivoluzionario con poche idee, ma chiare riassumibili nel motto: “Non ho bisogno della legge. Io sono la legge”. Con amicizie simili c’è poco da stupirsi che il 26 marzo si sia determinato un altro perverso risultato. Su iniziativa di Azerbaigian, Zimbabwe Bangladesh, il Consiglio (che nel frattempo accettava la giustificazione della Nigeria sulla liceità della lapidazione nei confronti di chi compie atti sessuali contro natura) ha sancito che gli abusi, le esecuzioni sommarie e le torture che avvengono in Uzbekistan e in Iran non debbano essere monitorati.
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