Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
La differenza dimenticata il sequestro di Gilad Shalit non equivale alla detenzione in Israele dei terroristi palestinesi
Testata: Metro Data: 13 aprile 2007 Pagina: 2 Autore: la redazione Titolo: «Olmert dice no ad Hamas per scambio di prigionieri»
A pagina 2 di METRO del 13 aprile 2007 la redazione riporta un articolo dal titolo: "Olmert dice no ad Hamas per scambio di prigionieri"
Israele ha deciso di respindere la lista di prigionieri che Hamas vuole far liberare in cambio del soldato Gilad Shalit, sequestrato in giugno. Un comunicato, diffuso dall'ufficio del primo ministro Ehud Olmert, sottolinea come siano stati espressi "disappunto e riserve sulla lista di prigionieri di cui Hamas chiede il rilascio". Si tratterebbe di più mille palestinesi, oltre ad alcuni leader storici. (Adnkronos)
Paragonare il rapimento di un ragazzo (di cui non si sa più nulla) alla detenzione (con tutte le garanzie umanitarie ed in seguito ad un regolare processo) di migliaia di detenuti, che non sono semplici "palestinesi" o "leader storici", ma terroristi, attentatori, assassini o mandanti di omicidi è del tutto fuorviante.
Cliccare sul link sottostante per inviare una e-mail alla redazione di Metro