Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Questo e' un'estratto da un articolo di redazione apparso oggi su Il Giornale.
Monito all'Ue: non vi intromettete L'Europa è caldamente invitata a non intromettersi ma a rimanere invece neutrale nella disputa sui quindici marinai britannici, arrestati una settimana fa, che oppone il regime degli ayatollah alla Gran Bretagna. "I rappresentanti dell'Unione debbono astenersi dall'assumere un atteggiamento di parte a sostegno dell'aggressione britannica alle acque territoriali iraniane", ha intimato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Mohammad Ali Hosseini, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. Hosseini ha giocato d'anticipo, e al contempo ha replicato alle dichiarazioni pronunciate ieri da Javier Solana, alto rappresentante per la politica estera e di difesa comuni dell'Ue, che aveva definito "inaccettabile" la detenzione dei quindici militari.
Hanno anche la pretesa di dirci cosa dobbiamo dire o fare addio liberta' per la tentennante Europa sempre piu' vittima delle minacce dei violenti