Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Sta per andare in scena la nuova piece teatrale: "Oslo n.2" e assisteremo al solito gioco delle parti.
Mentre i terroristi "buoni" faranno finta di trattare usando la "vaselina", i delinquenti continuaranno indisturbati il loro "lavoro usato". Scomettiamo che nella parte del Chamberlain, calcherà la scena il nostro "Migliorino", o costui cederà il ruolo alla sua amica Condi? E la parte dell'Hitler a chi gliela facciamo fare? Perché ci sono tanti psicotici pretendenti in attesa.
Io penso, come Fiamma Nirenstein, che stiano "serrando Israele in un sandwich nel giro di un anno" (Panorama, 16/12/2006), e, come sempre, poi sarà lasciato solo a sbrogliare la matassa.