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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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La propaganda di Furio Colombo 26/03/2007
Spettabile Redazione,

il rozzo articolo propagandistico di Furio Colombo su "L'Unità",
quotidiano che sempre più ricorda il "Völkischer Beobachter "per la
capacità di mistificare anche i fatti più evidenti (basti pensare
all'impudenza con la quale il Professor Prodi e la sua sgangherata
coalizione vengono descritti come eroi che si battono per il bene
dell'Italia e del mondo, a dispetto dei teatrini ridicoli, delle pessime
figure presso l'opinione pubblica ed internazionale e della catastrofica
perdita di consenso nei confronti degli elettori conseguente alla folle
politica fiscale che Colombo tenta grossolanamente di spacciare come
nobile impegno per riassestare le finanze dello Stato) è la triste
dimostrazione dell'esattezza delle analisi di Fiamma Nirenstein e del
Professor Giorgio Israel. Abbiamo in Italia un Governo (molto) poco
serio dove prevale una forte componente anti americana ed anti ebraica
che nuoce gravemente all'immagine del nostro Paese. E sotto questo
aspetto, ormai è ben misera la differenza tra gli squallidi estremisti
come Diliberto, Rizzo, Caruso, e la sinistra cosiddetta riformista che
dovrebbe dar prova di realismo e senso della responsabilità. Che pensare
di Piero Fassino e della sua brillante idea di chiamare i talebani al
"tavolo della pace" (sic!), o di Bobo Craxi e Ugo Intini che giudicano
doveroso aprire al "democratico" Governo di Hamas? La realtà è che
ormai, tranne poche lodevoli eccezioni (come nel caso recente del
Presidente della Margherita Francesco Rutelli, che ha avuto l'onestà ed
il buon gusto di scusarsi con lo Stato di Israele per le farneticanti
aperture ai terroristi di taluni suoi colleghi di maggioranza), la
sinistra si mostra sempre più affetta da quel fenomeno che lo scienziato
svizzero Carl Jung, allievo di Siegmund Freud, definiva "pseudologia
fantastica" riferendosi alla tendenza di Adolf Hitler e dei nazisti di
scambiare le proprie bugie per la realtà. E un Governo che opera
confrontandosi non con la reale situazione internazionale bensì con la
sua propaganda non può che combinare i disastri che purtroppo siamo
costretti a vedere e che i Furio Colombo fanno finta di non vedere,
continuando a ripetere come un grammofono che con Prodi in Italia «la
vita è diventata più bella, la vita è diventata più allegra». Proprio
come ai tempi di Josif Stalin.

Molti cordiali saluti
Luigi Prato, Sassari

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