Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
La liberazione di Mastrogiacomo ci rende tutti felici: una vita è stata salvata. A fronte di ciò, però, un'altra vita (quella dell'autista) è stata brutalmente troncata ed un'altra ancora (quella del traduttore) è appesa ad un filo. Il modo brutale in cui l'autista è stato ucciso e lo scempio che è stato fatto del suo cadavere (decapitato), mi ha fatto venire in mente quanto il Foscolo aveva scritto nel suo Carme "dei Sepolcri". Il grande poeta faceva coincidere l'inizio della civiltà "dal dì che nozze, tribunali ed are...", includendo nei punti fondamentali di una società il rispetto per i morti.
Come facciamo noi a trattare con chi non ha questo elementare rispetto? Come facciamo a ritenerli addirittura degli "interlocutori"?.