Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ho letto con attenzione il suo articolo. Concordo con lei quando scrive che porre limiti alla ricerca è sbagliato perché apre la porta alla censura. Ma, vede, deve essere ricerca, nel senso completo del termine. In questo caso, come ben sa, non si è presentato nessun documento nuovo. Si è solo interpretato diversamente una situazione che già nel XV secolo si era deciso di censurare, e proprio da parte di chi aveva da trarre da quei documenti solo dei vantaggi. Questa allora non è ricerca, ma interpretazione personale. Inoltre lei scrive che in Italia si pubblicano libri che prendono a schiaffoni il Vaticano, e si chiede che cosa accadrebbe se i vescovi italiani sottoscrivessero la "scomunica" di uno di questi pamphlet. Vede, signor Gnocchi, cerchiamo di contestualizzare i fatti; da noi la Chiesa non è, ancora forse per poco, una minoranza discriminata e trucidata. Tali libri quindi non creano altro che innocue discussioni, più o meno colte. Diversa è la pubblicazione di simili testi nei numerosi paesi dove i cattolici non sono tollerati. Quando simili testi vengono pubblicati in tali paesi, suscitano giustamente, fra noi occidentali, quelle reazioni che, altrimenti, non ci sono. E' proprio per questa ragione che questo libro del Mulino ha dato adito a tante reazioni.