Eliminazione mirata di un terrorista della Jihad islamica la cronaca scorretta del quotidiano gratuito
Testata: Autore: la redazione Titolo: «Israele»
A pag. 7 di City di oggi la redazione riporta un trafiletto dal titolo: "Israele "giustizia" presunto attentatore"
Uomini dell'unità speciale dell'esercito israeliano hanno ucciso ieri nel campo profughi di Jenin Mahmoud Abu Al-Jahim, 25 anni, uno dei capi della Jihad islamica. Era sospettato di essere il mandante di un attacco kamikaze sventato martedì a Tel Aviv. (Ap)
La Jihad islamica, va ricordato ha rivendicato il fallito attentato di Martedì. E' ovvio che uno dei suoi capi va considerato tra i mandanti. L'estrema prudenza ("presunto attentatore", "sospettato di essere il mandante") del giornale gratuito è dunque ingiustificata. Va inoltre ricordato che la Jihad, lo stesso giorno in cui l'attentato a Tel Aviv è stato sventato, ha annunciato altri attentati. Mahmoud Abu Al-Jahim non era dunque soltanto un criminale, ma un concreto e imminente pericolo per i civili israeliani. Per questo la sua eliminazione non è stata un'esecuzione extragiudiziale, come suggerisce l'espressione "giustizia" posta tra virgolette, ma un'azione militare difensiva contro un obiettivo legittimo.
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