Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Soldati israeliani rapiti Un appello da firmare subito
Testata: Corriere della Sera Data: 11 febbraio 2007 Pagina: 16 Autore: P.Sal. Titolo: «Soldati israeliani rapiti, Blair firma l'appello: liberateli subito»
MILANO — L'appello è chiaro, diretto. E porta in calce firme illustri, come quella del premier britannico Tony Blair, della senatrice Hillary Clinton e di Javier Solana. «Chiediamo — si legge — l'immediato e incondizionato rilascio dei soldati israeliani rapiti: Ehud (Udi) Goldwasser e Eldad Regev sequestrati da Hezbollah il 12 luglio 2006, e Gilad Shalit, sequestrato da Hamas il 25 giugno 2006». Il testo prosegue spiegando come «tutti e tre sono stati rapiti all'interno del confine israeliano, durante missioni di difesa e fino ad ora il loro destino rimane sconosciuto. Tenerli prigionieri e negar loro aiuto medico e umanitario è una violazione della legge internazionale e delle Convenzioni di Ginevra». Il mondo si mobilita. Per chiedere la liberazione dei tre soldati ancora in mano ai loro rapitori. Goldwasser e Regev in Libano, Shalit a Gaza. Sono mesi che i familiari dei tre giovani volano di capitale in capitale per sensibilizzare l'opinione pubblica, per chiedere aiuto di personalità influenti. All'appello hanno risposto personaggi di primo piano, come Blair, la Clinton e Solana ma anche il sindaco di New York Michael Bloomberg, il ministro degli Esteri francese Philippe Douste- Blazy, l'omologo canadese Peter G. Mackay e personaggi della cultura come lo scrittore israeliano David Grossman. Le mogli, i genitori, i fratelli dei soldati rapiti saranno in Italia la settimana prossima. Mercoledì hanno chiesto di incontrare il Papa. Giovedì invece la Comunità ebraica di Roma ha organizzato un incontro con le autorità politiche del nostro Paese, tra cui il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Chi volesse aderire all'appello, può scrivere una email a questo indirizzo: disegnishilat@gmail.com.